Landscape Stories Workshop

DOLOMITES I Photography Workshop with Antonio Biasiucci

014 © Antonio Biasiucci from ‘MAGMA, 1987_1995’

Flyer BIASUCCI 150x212mm-fronte_4

DOLOMITES I WORKSHOP FOTOGRAFICO CON ANTONIO BIASIUCCI

Ex Villaggio ENI, Borca di Cadore (BL)  

2, 3, 4 settembre 2016

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IL PROGETTO

Nelle giornate del Workshop ci dedicheremo all’osservazione fotografica del territorio delle Dolomiti, delle sue forme e delle sue storie. Identità, documento, sedimentazione delle tracce. Riflessioni sul concetto culturale di natura e paesaggio, genius loci, segni di antropizzazione dei luoghi.

Gli elementi primari e le cose. Identità e visione: l’animale, il vegetale, il minerale. Fisicità e spiritualità: il senso di vertigine, il richiamo a qualcosa di ancestrale, arcaico, viscerale.

La costruzione di un racconto per immagini (preparazione dello scatto, scelta del punto di vista e dell’inquadratura, considerazioni sul processo, il tempo e il metodo…).

biasiucci_landscape_stories.jpg

Il workshop si propone di fornire ai partecipanti gli strumenti metodologici e concettuali necessari per la creazione e la realizzazione di un progetto fotografico. Una parte fondamentale sarà dedicata agli aspetti più importanti della ricerca e della professione come l’auto produzione di un portfolio: la fase di ideazione, strutturazione e sviluppo dell’impianto narrativo, la cura dell’editing. I partecipanti svilupperanno il loro progetto in linea con le tematiche del laboratorio. ll programma è articolato in tre giornate nelle quali gli iscritti avranno la possibilità di relazionarsi costantemente con Antonio Biasiucci fino alla composizione di una sequenza fotografica. La volontà è anche quella di mutuare la pratica fotografica, spesso individuale e solitaria, in uno strumento di relazione e costruzione condivisa. Non solo espressione unidirezionale di una serie di contenuti da parte del docente, ma occasione di dialogo e critica costruttiva. L’obiettivo è quello di costituire un corpo di lavoro unitario in cui le visioni dei singoli, diverse per concetti, soggetti, stile e tecniche, diventano lo strumento preferenziale per realizzare un approfondimento tematico. La campagna fotografica può essere affrontata sia utilizzando fotocamere analogiche che digitali. Una selezione delle immagini di ogni singolo iscritto verrà pubblicata in una sezione dedicata all’interno del magazine di fotografia contemporanea Landscape Stories.

 

DOCENTE

ANTONIO BIASIUCCI. Classe 1961, casertano di origine. Si trasferisce a Napoli nel 1980, dove comincia un lavoro sugli spazi delle periferie urbane e contemporaneamente una ricerca sulla memoria personale, fotografando riti, ambienti e persone del paese nativo. Nel 1984 inizia una collaborazione con l’Osservatorio Vesuviano, svolgendo un ampio lavoro sui vulcani attivi in Italia. Nel 1987 conosce Antonio Neiwiller, attore e regista di teatro: con lui nasce un rapporto di collaborazione che durerà fino al 1993, anno della sua scomparsa. Fin dagli inizi la sua ricerca si radica nei temi della cultura del Sud e si trasforma, in anni recenti, in un viaggio dentro gli elementi primari dell’esistenza.

Ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui, nel 1992, ad Arles, il Premio European Kodak Panorama; nel 2005 il Kraszna/Krausz Photography Book Awards, per la pubblicazione del volume Res. Lo stato delle cose (2004) e, nello stesso anno, il Premio Bastianelli; nel 2016 riceve il Premio Sorrento. Numerosissime le mostre personali e le partecipazioni a mostre collettive, a festival e rassegne nazionali e internazionali. Nel 2011 e nel 2015 espone alla Biennale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia.

Ha partecipato a importanti iniziative culturali di carattere sociale. Molte sue opere fanno parte della collezione permanente di musei e istituzioni, in Italia e all’estero, tra cui: MAXXI, Roma; PAN Palazzo delle Arti, Napoli; MADRE-Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli; Metropolitana di Napoli; Galleria Civica di Modena; Museo di fotografia contemporanea Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo (Milano); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’Arte Contemporanea, Guarene (Cuneo); Napoli, Fondazione Archivio Storico Banco di Napoli; Collezione Banca Unicredit, Bologna; Bibliothèque nationale de France, Parigi; Maison Européenne de la Photographie, Parigi; Château d’Eau, Tolosa; Musée de l’Elysée, Losanna; Centre de la Photographie, Ginevra; Fondazione Banca del Gottardo, Lugano; Centre Méditerranéen de la Photographie, Bastia; Galerie Freihausgasse, Villach (Austria); Departamento de investigación y documentación de la Cultura Audiovisual, Puebla (Messico); Mart, Rovereto; Napoli, Pio Monte della Misericordia.

www.antoniobiasiucci.it

051 © Antonio Biasiucci

Tra tutti i giovani fotografi che ho accolto, durante i miei dieci anni di presenza al Musée de l’Elysée, forse Antonio Biasiucci è quello che mi ha fatto l’impressione più folgorante. Che sia da attribuire alla sua familiarità con il vulcano? Tutte le sue immagini sono distinte eppure confuse al punto da costituire un singolare, inestricabile miscuglio nel quale si riuniscono rugosità e articolazioni, componendo un paesaggio del quale non si sa più se faccia parte dell’altro o di se stessi e ciononostante indiviso. “Dio chiamò “Giorno” la luce, e “Notte” le tenebre. Ci fu la Sera, e ci fu il Mattino”. Questa astrazione fa apparire e discernere, esprime, definisce, obbliga a vedere. È l’atto fotografico per eccellenza, e mi piace che Antonio Biasiucci conduca la sua ricerca come un demiurgo e possa momentaneamente concludere: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”. È la Genesi superba di tutte le cose.

Charles-Henry Favrod Direttore del Musée de l’Elysée, Losanna

Ci guarda, la natura, e ci invita a guardarla, e noi ne siamo parte, collocati nel suo mistero e nel suo flusso, transitori e, in quanto forma che si muove e modifica, eterni. Dopo l’esplosione e la felicità della luce – e la possibile felicità delle creature e delle cose – Biasiucci ha sentito l’impellenza di un’altra esplorazione e di un altro scavo. Da questa oscurità che si apre, da questa penombra che si muove, la natura ci guarda e ci invita a guardarla; la vita ci invita a guardarla. Ci guiderà ancora Biasiucci in questo delicato cammino, sorprendendoci ancora, ponendoci ancora problemi di fondo: il buio e la luce, la forma. La fotografia, arte che non si ferma, che deve sapere la luce, la forma, è il mezzo che egli si è scelto per poterci introdurre nel suo mondo, negli albori del mondo.

Goffredo Fofi

LOCATION

Il luogo d’elezione per questo workshop è l’ex Villaggio ENI a Borca di Cadore (BL), che sorge sul Monte Antelao dirimpetto alla mole maestosa del Monte Pelmo, a circa 1200 metri d’altezza e a 13 km da Cortina d’Ampezzo. La zona di Borca di Cadore è un’area montana dalla natura spettacolare, meno conosciuta rispetto ai monti della vicina “Perla delle Dolomiti”, ma altrettanto, se non più stupefacente in termini paesaggistici e sulla quale Landscape Stories compie da anni un’indagine fotografica continua ed approfondita. Il comprensorio delle Dolomiti è divenuto dal 2009 Patrimonio Culturale Unesco. Il Villaggio turistico di Borca prese forma negli anni ‘50-’60 per volere di Enrico Mattei, carismatico e vulcanico presidente dell’ENI. Destinato a luogo di villeggiatura per i dipendenti dell’azienda, si configurò al tempo come un progetto precursore della sensibilità ambientalista emersa in maniera più evidente negli anni ‘80 ed espressione di una concezione architettonica innovativa in grado di annullare “ogni legame tra estetica e distinzione sociale”. Progettato dall’architetto istriano Edoardo Gellner in collaborazione con Carlo Scarpa, subì un forte decadimento in seguito all’uccisione di Enrico Mattei e venne poi rilanciato e riqualificato pochi anni orsono da un imprenditore italiano, con la precisa volontà di mantenere e salvaguardare il progetto originario. Il workshop si svolgerà nella sala congressi dell’Hotel Boite, che fa parte del progetto di cui sopra. L’Hotel Boite è un luogo carico di fascino e storia, mantiene intatta buona parte dell’assetto originario di Gellner ed è ubicato nel paessaggio dolomitico più puro. Durante i giorni del workshop è prevista una visita guidata nell’intero complesso del Villaggio, condotta dallo Studio Gellner.

www.villaggioeni.com

INFORMAZIONI

Il workshop è rivolto sia a fotografi professionisti che amatori. È a numero chiuso e sarà attivato con minimo 10 e massimo 20 partecipanti. La quota di partecipazione al workshop è di 250 €. Una volta confermata la registrazione, verrà richiesto un deposito cauzionale di 90 €. DOMANDA DI PARTECIPAZIONE: le domande dovranno pervenire entro lunedì 8 agosto martedì 30 agosto 2016. Potete inviare le vostre richieste di partecipazione a questa email: landscape.stories.workshop@gmail.com

CONTATTI

Per ricevere il programma dettagliato del workshop e maggiori info (anche sulle convenzioni di alloggio nel villaggio) contattare Giorgia Sarra +39 347 978 0123 landscape.stories.workshop@gmail.com

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DOLOMITES I PHOTOGRAPHY WORKSHOP WITH ANTONIO BIASIUCCI

Ex Villaggio ENI, Borca di Cadore (BL) 

2, 3, 4 september 2016

PROJECT

During the day’s workshop we will devote to the photographic observation of the Dolomiti territory, of its forms and history. Identity, document, traces sedimentation.
Meditations about the cultural concept of nature and landscape, genius loci, marks of anthropization of the places. The organisation of the photographic storytelling (preparation of the shot, the selection of the point of view and the framing, considerations about the process, time and method…).

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The workshop resolves to supply the participants with the methodological and conceptual instruments necessary for the reflection on the sense of photography, with regard to photograph, why and somehow. A fundamental part will be to try not to photograph vainly, even not to photograph at all or to do it by a new aptitude and coscience of his own choice and language. The partakers will be promoted to stop themselves before photographing, to do it proving to belie their customs and hoping to bait new ways and reflections. The programme is articulated in three days in which the subscribers will have the possibility to acquaint continuosly with Antonio Biasiucci. The will is also to borrow the photographic practice, often individual and solitary, in a shared instrument of relation and construction. Not only unidirectional expression of a row of contents from the teacher, but also opportunity of dialogue and constructive criticism. The object is grammatical and sensitive as to oneself, to the photograph and at last to the surrounding landscape. The possibility to produce new images can be confronted whether using analogic or digital cameras. A selection of some images of every single subscriber will be published in a dedicated section into the magazine of contemporary photography Landscape Stories.

 

TEACHER

Antonio Biasiucci was born in Dragoni, in the province of Caserta (Italy), in 1961. In 1980 he moved to Naples, where he initiated a project on spaces in the city’s outskirts and at the same time he started investigating personal memory, photographing rituals, the envoironment and people in his native village.
1984 marked the beginning of a collaboration with the Vesuvius Observatory, during which he carried out an extensive survey of Italy’s active volcanoes. In 1987 he met Antonio Neiwiller, an actor and theater director, and two would continue to collaborate closely until 1993, the year in which Neiwiller died. Right from the beginning. Biasiucci’s investigation war rooted in the there of the culture of Italy’s Mezzogiorno, and in recent years has turned into a journey throught the primary elements of existence. He has been the recipient of many awards, including the European Kodak Panorama Prize at Arles in 1992; the Kraszna/ Krausz Photography Book Award in 2005, for his book Res. Lo stato delle cose (2004) and, in the same year, the Bastianelli Prize. He has had numerous solo exhibitions and partecipated in collective shows, festivals and fairs both in Italy and abroad. He has also collaborated on many different editorial projects and participated in major cultural initiatives focused on social issues. Biasucci was among the artists selected to exhibit in the Italian Pavillon at the Venice Biennale in 2015. Many of his works are to be found in the permanent collections of museums and institutions, both in Italy and abroad, including: National Institute for graphics, Rome; MAXXI, Rome; PAN Palazzo delle Arti, Naples; MADRE – Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina, Naples; Metropolitana of Naples, Galleria Civica di Modena; Museum of Contemporary Photography Villa Ghirlanda, Cinisello Balsamo (Milan), Peggy Guggenheim Collection, Venice; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo for Contemporary Art, Guarene (Cuneo); Fondazione Banco of Naples; Unicredit Bank Collection, Bologna; Bibliothèque nationale de France, Paris; Maison Européenne de la Photographie, Paris; Château d’Eau, Toulouse; Musée de l’Elysée, Lausanne; Centre de la Photographie, Geneva; Fondazione Banca del Gottardo, Lugano; Centre Méditerranéen de la Photographie, Bastia; Galerie Freihausgasse, Villach (Austria); Departamento de Investigación y Documentación de la Cultura Audiovisual, Puebla (Mexico); Pio Monte della Misericordia, Naples; Mart, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto.

www.antoniobiasiucci.it

 

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Of all the young photographers I have encountered during my ten years at the Musée de l’Elysée, Antonio Biasiucci is perhaps the one who has made the most dazzling impression on me. Is this to be ascribed to his familiarity with volcanoes? That is the reason why all his images are distinct and yet interrelate to the point that they constitute a unique and inextricable admixture in which roughness and articulations conjoin to produce a landscape. One no longer knows whether the image is part of the other or of itself, yet the landscape undivided. “And God called the light Day, and the darkness be called Night. And the evening and the morning were the first day”. This abstraction causes to appear and to discern. It expresses, defines and obliges one to see. It is the photographic act par excellence and I like to think of Antonio Biasiucci conducting his researches like a demiurgo and being able to conclude momentarily: “Let us make man in our image, after our likeness”. This is the magnificent Genesis of everything.

Charles-Henry Favrod Director – Musée de l’Elysée, Losanna

Nature looks at us and invites us to look back. We are part of nature, and have our place in nature’s mystery and flow. We are transient and yet eternal in that we are form that moves and is transformed. After a joyous outburst of light – and the potential happiness of creature and things – Biasiucci felt the need for another exploration and another excavation. From the spreading darkness and the shifting half-light, nature looks at us and invites us to look back. Life invites us to look at it. Again Biasiucci will be our guide on this difficult journey. Again he will surprise us and put before us the fundamental problems of darkness, light and form. It is the means Biasiucci has chosen to introduce us to his world, at the dawn of this world.

Goffredo Fofi

LOCATION

The place of our choice for this workshop is Borca di Cadore (Belluno, Dolomiti Mountains), a few steps from Cortina d’Ampezzo (13km), in the Village Corte delle Dolomiti (ex ENI Village), which rises between the Monte Antelao and the majestic proportion of the Monte Pelmo, at about 1000-1200 metres in height. The region of Borca di Cadore is a mountain landscape with spectacular nature, less known are the mountains of the neighbouring “Perla delle Dolomiti”, but as much, also more, amazing as landscapes and on which we should like to accomplish a photographic research deepens. The territory of the Dolomiti became in 2009 Unesco cultural heritage. The touristic Village of Corte took shape in the fties-sixties of Enrico Mattei will, charismatic and volcanic president of ENI. Destined to an solida resort for the staff of the rm, it assumed a shape at the same time as a project precursor of the environmentalist sensibility emerged in a more evident manner in the eighties and as expression of architectural conception innovative able to annul “every link between aesthetics and social distinction”. Projected by the istrian architect Edoardo Gellner in collaboration with Carlo Scarpa, it suffered a strong decline further to the murder of Enrico Mattei and was again few years ago by an italian entrepeneur, with the precise will to maintain and safeguard the original project. The workshop will be held in the conference-hall of the Hotel Boite, which is part of the project as above. The Hotel Boite is a place covered with charm and history, maintains untouched great amout of Gellner’s original project and is situated in the most pure dolomitic landscape.

www.villaggioeni.com

 

INFO

The workshop is open to professional and non-professional photographer and will be in english with a translator. The workshop has a limited number and will be activated with a minimum of 10 and up to a maximum of 20 participants. The fee for the workshop is 250 €. Once you have confirmed your registration, you will be required deposit of 90 €.

PLEASE SEND APPLICATION FORM BY AUGUST 8   AUGUST 30, 2016.
Please send your participation request here: landscape.stories.workshop@gmail.com

For program and more details: 

Giorgia Sarra I Associazione Culturale Hat Studio

landscape.stories.workshop@gmail.com I +39 347 9780 123

www.landscapestories.net

Workshop_Biasiucci_ENG

 

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